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UNA DONNA MAMMA IMPERFETTA EBREA

Lunedì 2 dicembre le Aviv hanno ospitato la neo scrittrice Gheula Canarutto Nemni, autrice del libro  (Non) si puo’ avere tutto.

Il libro ha riscosso molto successo soprattutto tra le giovani lettrici, che hanno apprezzato  il romanzo della Canarutto, che da molte speranze alle ragazze ebree religiose che vogliono fare carriera nel mondo di oggi.

Attraverso il racconto, la protagonista riesce a superare enormi ostacoli della moderna società che difficilmente riesce ad accettare nel mondo del lavoro una giovane mamma con figli.

Nella mattinata Gheula ha messo in evidenza come nell’ebraismo il valore delle donne sia fondamentale ed apprezzato in quanto responsabili dell’educazione dei figli oltre che essere il vero motore portante dell’intera famiglia.

Gheula ci ha raccontato come il suo romanzo sia nato dalla sua esperienza personale della vita :” dietro a cose che spesso sembravano sfuggirmi di mano, lasciando tracce indelebili nello scomparto dedicato ai sensi di colpa. Volevo però dimostrare di potercela fare, di riuscire a tenere tutto in equilibrio, lo studio prima, il lavoro poi. Anche se qualche volta l’equilibrio era molto instabile.

È stata una lotta molto dura, soprattutto durante il periodo lavorativo. Per i colleghi ero la mamma, con tanti figli ad aspettarmi in casa. Ero diversa, spegnevo il computer alle quattro, non rimanevo agli after hour. Osservavo in silenzio i nuovi arrivati avanzare più velocemente di me, mi venivano sbattute porte in faccia solo per via delle mie scelte di vita privata.

E così, un giorno, all’inizio di un’altra gravidanza, ho deciso di lasciare il lavoro. Però sapevo. Che tutto quello che avevo vissuto, non poteva essere venuto per nulla. Tutte le esperienze vissute dovevano avere un significato più profondo.

E così ho iniziato a scrivere. A buttare giù parole, a costruire un personaggio che incarnasse dentro di sé le giornate della maggior parte delle donne italiane. Ci sono voluti sette anni per arrivare a una stesura della quale non mi vergognassi. L’ho dato da leggere ad amiche e conoscenti. Ma non mi sembrava mai di avere tra le mani una stesura degna di “là fuori”. Poi un giorno un’amica mi ha chiamato. “Gheula”, mi ha detto alternando singhiozzi a soffiate di naso, “se avessi letto il tuo libro venti anni fa forse oggi la mia vita sarebbe diversa”.

Sono molte le persone che hanno scritto a Gheula per ringraziarla per l’effetto che  il libro ha fatto su di loro ed anche noi all’Adei ringraziamo Gheula per la piacevolissima mattinata trascorsa insieme.