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Roberta Camerino racconta sua mamma

Per Giuliana Coen, in arte Roberta di Camerino, l’accessorio, e in particolare la borsa,  costituiva il vero oggetto di eleganza femminile. Certamente una rivoluzione nel look della donna per la quale l’abito era stato fino ad allora l’elemento più importante e curato di ogni donna elegante.
Erano allora gli anni Cinquanta a Venezia ma Giuliana Coen aveva iniziato a creare borse già in Svizzera, dove si era rifugiata con il marito per sfuggire alle leggi razziali. Dopo il ritorno in Italia fu tutto un crescendo di successi per le sue borse, portate dalle grandi dive  come Grace Kelly, Audrey Hepburn o Jacqueline Kennedy, per le sue cinture, foulards e infine vestiti, tutti firmati con la tradizionale “R”.
Giuliana Coen fu dunque un personaggio che ha fatto la storia dell’abbigliamento femminile.
Di lei hanno parlato martedì 14 aprile alla sezione Adei-Wizo di Milano la figlia Roberta Camerino e Vincenza Maugeri, direttore del Museo ebraico di Bologna. Ha concluso il pomeriggio la proiezione dell’ultima sfilata tenutasi a Roma all’inizio del 2000 che, come tutte le altre, era stata una straordinaria sfilata-spettacolo.

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